Storia

Il bacino di estrazione del Monteneve in Alto Adige si trova a una altezza di 2000 fino a 2500 m nella montagna che divide la Val Ridanna dalla Val Passirio.
L'epoca esatta dell'inizio delle attività estrattorie si perde negli albori della storia, certa è la prima menzione scritta ("Argentum Bonum De Sneberch") risalente all'anno 1237.
L'argento estratto probabilmente servì ai Conti del Tirolo per la coniatura delle monete.
Il momento di maggior splendore venne raggiunto intorno al 1500 con l'impiego di 1000 minatori in ca 70 gallerie intenti all'estrazione di argento e galena. Diverse famiglie di commercianti tirolesi ed in primo luogo i Fugger di Ausburgo entrarono in possesso, con l'attività di estrazione, di un enorme ricchezza.
Anche la vicina cittadina di Vipiteno raggiunse in quel tempo l'apice delle attività commerciali e culturali. Testimonianza e ricordo di quei tempi è anche la cappella dei minatori di S. Maddalena in Ridanna, un vero capolavoro del tardo gotico. Dal 1871 in poi si iniziò l'estrazione dello zinco, presente in grande quantità. Il paesino S. Martino sul Monteneve ebbe in quel periodo il momento di maggior espansione, con tanto di scuola ed associazione varie.  Le estreme condizioni clumatiche del vivere a quella quota associato al durissimo lavoro nella montagna, richiesero un notevole contributo di vite umane. il catastrofico rogo nel giugno del 1967 distrusse completamente il paese, segnandone la fine. Da quel giorno i minatori vissero a Masseria, dove dal 1871 si trovava anche l'impianto d'arricchimento del minerale. da lì vennero trasportati con una funivia attraverso la Valle di Lazzago fino alla "Poschhaus" per poi raggiungere il loro posto di lavoro con un trenino attraverso i 3,5 km della galleria "Poschhaus". Solo nel dicembre del 1979 la scarsa rendibilità della miniera Monteneve costrinse i proprietari, dopo 800 lunghi anni di storia mineraria a chiudere la miniera.
Il trasporto del minerale era da sempre uno dei problemi principali per la miniera. Per centinaia di anni il minerale venne trasportato, chiuso in grandi sacchi, e someggiato con i cavalli verso valle. Da lì il trasporto venne proseguito con carri trainati da cavalli o buoi. Nel 1871 venne realizzato il forse più grande impianto di trasporto del minerale al cielo aperto su rotaia del mondo. Questo sistema molto ardito comprendeva "piani inclinati di frenatura" molto ripidi alternati da tratti di "ferrovia a cavalli" quasi pianeggiamti. Tanti tratti di questa via di trasporto sono ancora visibili. Solo nel 1925 si costruì la teleferica per materiali, che rese possibile il trasporto del minerale fino a Masseria durante tutto l'arco dell'anno.

 
 
 
 
 

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