Storia

La 1° citazione del rame di Predoi risale al 1426. Era in funzione per ca. mezzo milennio e fu abbandonata definitivamente nel 1971. Il rame di Predoi era di buona qualitá , quindi molto richiesto perche era duttile e facile lavorarlo. Dal 1996 la galleria base é accessibile per i visitatori. È aperta da aprile alla fine di ottobre.

Gli inizi

Un'ascia da guerra in bronzo, ritrovata nel 1864, fa presupporre che la miniera di rame nei pressi di Rötbach fosse attiva probabilmente già nell'età del bronzo. L'ascia viene fatta risalire infatti ad un'epoca compresa tra il 1300 e il 1000 a.C. 
La prima citazione storica della miniera di Predoi risale al 1426: il principe Federico IV (detto anche “Federico dalle Tasche vuote”) ordinò la realizzazione di due cannoni con il rme di Predoi. I due cannoni servirono per l'assedio del castello di Greifenstein.
Si cominciava ad estrarre sempre in superficie, lì dove affiorava il minerale. A Predoi l'affioramento era nei pressi della Rötkreuz, a 2.000 metri di quota. I filoni, larghi da uno a 10 metri, portano dalla superficie fino ad una profondità di ca. 550 metri. Le gallerie che raggiungevano i filoni di minerale diventano più lunghe man mano che ci si avvicina al fondovalle.  
Il minerale contiene in media solo una piccola percentuale di rame. Il rame è un materiale molto duttile e per questo veniva utilizzato soprattutto per realizzare fili molto sottili e per produrre l'ottone. La buona qualità del rame estratto dalla miniera di Predoi rappresenta probabilmente anche la principale causa della sua chiusura nel 1479, dovuta alle pressioni della grande miniera di Schwaz per eliminare la concorrenza. Nel 1485 i proprietari della miniera la vendettero al principe (Landesfürsten).

I proprietari-imprenditori
Non è noto chi fossero i primi proprietari-imprenditori delle Miniere di Predoi. Molto probabilmente, come altrove, furono gli abitanti del posto che per primi investirono nell’attività della miniera, ai quali si aggiunsero successivamente proprietari-imprenditori di altre attività minerarie che possedevano mezzi economici maggiori.
I nomi dei primi proprietari-imprenditori vengono menzionati per la prima volta in relazione alla vendita della miniera nel 1485. Senza dubbio i più influenti erano la famiglia dei Baroni von Welsperg, proprietari-imprenditori dal 1504. L’ultimo componente maschio della famiglia, Karl von Welsperg, morì nel 1562 ricco e senza prole. La miniera passò così in mano alle sue due sorelle e venne amministrata dalla famiglia Wolkenstein-Rodenegg. Per fronteggiare la crisi di molte miniere del Tirolo venne incentivata la produzione di solfato di rame (vitriolo blu) e venne migliorato l’arricchimento del minerale realizzando un nuovo frantoio. Queste innovazioni ebbero successo. 

Con l’avvicinarsi della Guerra dei Trent’anni però anche la miniera di Predoi dovette confrontarsi con la crisi economica. Inizialmente il sistema di retribuzione adottato attenuò leggermente la crisi; in pratica la retribuzione monetaria rimase per lungo periodo equiparata a quella in natura. Ciononostante i ritardi nella consegna dello stipendio in natura ai lavoratori e nel pagamento delle rate alla Camera di Commercio di Innsbruck aumentavano. Dopo numerosi passaggi di proprietà poco fruttuosi la miniera venne venduta nel 1676 per una metà ai futuri Baroni von Sternbach e per l’altra metà ai futuri Conti von Tannenberg. La miniera si riprese. Degno di nota è stato il tentativo di intensificare la coltivazione di generi alimentari nella valle in modo, laddove possibile, da diventare autosufficienti. Per realizzare ciò vennero acquistati terreni successivamente dati in affitto a mezzadri. Il compito di questi ultimi era quello di produrre beni di scambio come ad esempio grano e carne.
Nel 1831 in parte per successione in parte per compravendita la miniera passò al Conte Erzenberg. La fortuna però non lo accompagnò negli affari. La fonderia di Arzbach(St. Johann) venne distrutta da una slavina. Se ne costruì una a Predoi ma ormai per la miniera non c’era più niente da fare. Essa venne chiusa nel 1893.

Nel 1893, con la chiusura della miniera di Predoi, si concluse una tradizione mineraria lunga cinque secoli. Nel 1957 venne riaperta l'attività estrattiva, ma venne abbandonata definitivamente nel 1971. Nel 1996 il museo aprì le porte al pubblico. Nell'autunno del 2000 si aggiunse al Museo delle Miniere anche il Granaio di Cadipietra, acquisito dal Comune di Valle Aurina.

Questi due musei, il Granaio e il Museo delle Miniere di Predoi, si integrano a vicenda. Nella galleria aperta al pubblico di Predoi i visitatori possono rendersi conto delle dure condizioni di lavoro dei minatori; nel Granaio possono ammirare parte della collezione di oggetti legati all'attività mineraria del Conte di Enzenberg.


 

 
 
 
 
 

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